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I numeri romani nel quadrante: perchè a volte si trova il quattro scritto IIII e a volte IV?

La vera ragione per la numerazione è un mistero, l'uso dell'IIII invece dell'IV ritorna almeno ai tempi di romani.

Alcune teorie sull’uso della numerazione romana.

Perché usare IIII?

La ragione più probabile per si usa il IIII è che se si guarda ad un quadrante, l’otto è scritto VIII.
Per dare simmetria, i 4 furono scritti come IIII. Così ambo i numeri hanno quattro cifre.
Oppure un motivo può essere dato dal fatto che usando IIII avremmo un quadrante che ha quattro indicazioni dell’ora che usano un I; quattro indicazioni che usano un V e quattro indicazioni che usano un X.
Non tutti gli orologi usano comunque, l'IIII. Alcuni orologi, trai i quali il famoso Orologio della Torre di Westminster, il Big Ben, usano l'IV.

Altre possibili ragioni possono essere:

-Che infatti i romani stessi fin dai primi secoli dopo Cristo usarono il IIII e quel IV è un "Tardo cambio Latino".
Numerosi monumenti classici romani usano la forma di IIII sulle loro incisioni.
Se noi accettiamo come fatto la realtà che il romano antico preferisca davvero l'uso di IIII ad IV per numerare (ci sono molti esempi in più musei su statue e gli altri manufatti), noi abbiamo bisogno di trovarne una motivazione.
La ragione probabilmente era di natura religiosa. Si tenga presente il fatto che in latino antico (i.e.: 2000 anni fa), la lingua (e gli intagliatori che fanno ecc. statue) usava quello che noi riconosceremmo come un "V" per un "U", e "I" per quello che noi ora chiamiamo "J."
Il nome del dio Giove romano, quando scritto in latino, comincia con IV, e sembra che sarebbe stato considerato blasfemo usarlo come un mero numero.

-Il libro 'Case di Orologi Famose" di Elena Introna & Gabriele Ribolini cita questo: da pagina 42"... curiosamente su tutti i quadranti con numerali romani il numero 4 è scritto IIII e non IV. Pratica abbastanza comune oggi, ma la ragione per questo ritorna a 1364 quando il Carlo V sgridò un orologiaio che scrisse IV su un orologio di torre.
L'orologiaio, Enrico De Vick dibattè il suo caso, ma il Re rispose bruscamente: "Io non ho mai torto" e così IV doveva divenire IIII."

- La ragione è puramente pratica. L’uso quattro I invece di IV per i "quattro" è dovuto al processo di costruzione dei componenti i numeri.
Da quando i numeri furono fatti in metallo, si ha bisogno di 20 barrette a forma di I, 4 V, e 4 X, numeri pari per ogni simbolo, se si usano usa quattro I per "quattro."
La fusione produrrebbe una lunga verga con 10 I, 2 V, e 2 X su ogni lato.

Perché usare IV?

La forma di IV entrò pratica di orologeria alla fine del 17mo secolo quando alcuni creatori (Knibb, trai più noti) fecero degli orologi con "suoneria Romana" un tipo di suoneria in cui c'erano una grande campana ed una piccola campana.
La grande campana "indicava" il cinque dei numeri romani. La suoneria in pratica suonava “leggendo” la numerazione romana.
Quindi il quattro scritto “IV” sarebbero un colpo sulla piccola campana seguita da un colpo della grande campana (cinque meno uno, ecc.).
Questo finisce per richiedere molti meno colpi per dire dell'ora nel corso di un giorno; (con il quattro scritto IIII i colpi sarebbero stati quattro) quindi l'orologio potrebbe funzionare per più lungo, o meglio, ecc. Tutti gli orologi con suoneria Romana autentici hanno la numerazione IV sul quadrante.
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Per chi voglia approfondire, c’è anche una lunga e dettagliata disamina qui:
TO IV, OR NOT TO IV