Water resistant: "Ci posso nuotare?"

Timothy Treffry, editore dell'Horological Journal, descrive le norme ISO per i test di impermeabilità degli orologi ed avverte di alcuni pericoli

Come accade per molte domande, "Ci posso nuotare?" dev'essere interpretata prima di dare una risposta. La domanda, in realtà, vuol dire: "Il mio orologio subirà dei danni se lo indosso mentre nuoto?".
Oggi molti orologi, forse la maggior parte, vantano un certo grado di resistenza all'acqua. Il quadrante può riportare la scritta "3atm", "30m", o "100ft". Ipotizzando di non voler immergersi oltre i 30 metri di profondità, non si dovrebbe poter usare questi orologi per nuotare? La Federazione dell'Industria Svizzera di Orologeria (FHS) dice: "No, senza dubbio!". Per capire il perché, bisogna discutere la natura ed il significato delle prove d'impermeabilità.

Prove d'impermeabilità

Volendo sapere se il proprio orologio può essere indossato durante il nuoto, bisognerebbe provarlo proprio in quella condizione d'uso. Le prove ufficiali, però, non sono svolte in questo modo. I test devono essere semplici, economici da svolgere in maniera ripetibile e, di solito, non distruttivi. L'unico modo per provare un fiammifero è quello di accenderlo, ma un pezzetto di legno con un'estremità bruciata non serve più a niente. Per questi test, si usano delle prove a campione, per cui esistono standard di procedura appositi.

Per poter attribuire questa caratteristica ad un orologio, esso deve superare degli specifici test, eseguiti in un modo ben definito. Si noti che l'orologio ha solamente superato i test nel momento in cui vi è stato sottoposto, spesso subito dopo l'assemblaggio in fabbrica. Dopo un periodo passato sotto le luci od al sole nella vetrina di un negozio, le guarnizioni in gomma possono perdere la loro elasticità perché il lubrificante siliconico si altera. Ciò accadrà comunque in seguito, durante l'uso dell'orologio.

 

prova impermeabilità

 

Il materiale esposto ha scopo divulgativo. Può essere distribuito a patto che venga fatto chiaro riferimento alle fonti dalle quali proviene: autore originale, Horological Journal, British Horological Institute ed Antica Orologeria Zamberlan.